Disturbi del sonno: team multidisciplinare e polisonnigrafo

19 febbraio 2018 - È facile ignorare i disturbi del sonno perché da soli è difficile accorgersi di russare, respirare male o avere apnee. Spesso e volentieri è il partner che rileva il disturbo, talvolta proprio perché svegliato dal russamento. È come una spia che si accende, segnala che qualcosa non va e allora è proprio il caso di accertare il problema e risolverlo per riacquisire un buono stato di salute notturna (e diurna).
Hpf si è recentemente dotata di un nuovo polisonnigrafo, uno strumento che va a chiudere il cerchio dell'offerta sui disturbi del sonno approcciati in team multidisciplinare, con neurologi, cardiologi e otorinolaringoiatri, e, se del caso, anche maxillo-faciali o internisti e dietologi, coordinati dal pneumologo Roberto Melej.

«Sono quattro i principali sintomi cui prestare attenzione: - spiega lo specialista Melej - il russamento abituale intermittente; le apnee rilevate dal partner; i brevi risvegli notturni; la spiccata sonnolenza diurna. Svelare i disturbi del sonno è importante perché possono nascondere un fattore di rischio cardiovascolare e il rischio di incidenti stradali o sul lavoro, indotti da sonnolenza. Quest'ultimo aspetto è sottovalutato ma se di notte il sonno è interrotto da microrisvegli, di cui spesso non ci si accorge, ciò comporta uno stato di sonnolenza diurna».

La maggior parte dei disturbi del sonno rientra nella categoria delle OSAS (sindrome delle apnee ostruttive nel sonno) e per individuare correttamente la causa del disturbo si procede all'esame con il polisonnigrafo, un apparecchio che effettua un monitoraggio cardiorespiratorio completo in modalità holter. L'apparecchio viene predisposto nel pomeriggio per il paziente che poi si attiverà alla sera, a casa sua, quando si recherà a dormire. Al mattino dopo riconsegnerà il polisonnigrafo all'Ospedale Piccole Figlie e il medico visionerà il tracciato per individuare le cause del disagio.
Oltre alle apnee ostruttive l’apparecchio può rilevare delle apnee centrali che hanno una diversa causa e una diversa terapia oppure una ipoventilazione polmonare notturna non rilevabile in veglia, espressione di iniziale insufficienza respiratoria secondaria a diverse patologie (BPCO, malattie neuromuscolari, obesità).
Qualora il disturbo fosse nelle alte vie respiratore è consigliabile procedere all'esame della sleep endoscopy, condotto dagli specialisti otorinolaringoiatri. «Si tratta di un intervento diagnostico svolto in sala operatoria - illustra Stefano Ponzi, otorinolaringoiatra - e permette di fare una diagnosi precisa dei punti ostruiti, integrando le informazioni cliniche ottenute con il polisonnigrafo. È un esame condotto con un endoscopio flessibile durante il sonno indotto attraverso un'anestesia leggera, che riproduce in modo simile il sonno naturale, per venti minuti. È un intevento indolore, poco invasivo e non comporta complicazioni».

Una volta individuata la causa del disturbo del sonno si interverrà con una terapia adeguata, a seconda dell'entità e frequenza degli eventi e dei sintomi del paziente. Si spazia da indicazioni dietetiche, a cambiamenti di posizioni nel dormire con dissuasori posizionali nelle forme più lievi, a interventi chirurgici otorini o dispositivi odontoiatrici di avanzamento mandibolare nelle forme di media gravità e, nei casi più severi, a terapie ventilatorie notturne.

«Risolvere i problemi del sonno è relativamente semplice e migliora molto la qualità della salute» assicurano Melej e Ponzi (in foto, rispettivamente a sinistra e destra, con gli strumenti di polisonnigrafo e sleep endoscopy).

 

 

Polisonnigrafo